Macchine flessografiche da bobina con elementi in linea.
Le macchine flessografiche ad elementi in linea comprendono un numero di elementi pari al numero massimo dei colori stampabili su quella macchina, disposti orizzontalmente in successione, come avviene per altri procedimenti di stampa .
Per la modularità con cui è disposto l'impianto ad elementi in linea e per la relativa minore massa delle strutture, dovuta alla bassa pressione di stampa, il costo d'investimento è inferiore rispetto ad altre macchine flessografiche.
Un limite di tale struttura consiste nel lungo percorso del nastro tra due elementi successivi in apposite camere per l'essiccamento dell'inchiostro: infatti quando il nastro è composto da materiali cedevoli alla tensione, ad esempio polietilene, è difficile controllare il registro nella stampa pluricolore di alta qualità,per i quali è consigliabile l'utilizzo di una macchina a tamburo centrale.
La macchina ad elementi in linea è particolarmente adatta per la stampa di bobine di carta, poiché tale materiale è notoriamente più controllabile nel suo allungamento.
Macchine flessografiche da bobina ad elementi sovrapposti (Stack).
Si tratta di macchine flessografiche da bobina generalmente costituite da una struttura verticale, ai cui lati sono disposti, a coppie, elementi di stampa da un minimo di due ad un massimo di otto .
I principali vantaggi di questa struttura consistono:
* - nella limitata distanza tra due elementi successivi, che permette di stampare anche su supporti cedevoli; * - nella possibilità di stampare agevolmente in bianca e volta, con un opportuno passaggio del nastro.
Ad esempio, una macchina flessografica a quattro elementi sovrapposti può stampare:
* - quattro colori solo su un lato del foglio, sinteticamente indicato con 4/0; * - tre colori in bianca ed uno in volta, 3/1; * - due colori in bianca e due in volta, 2/2 .
Una macchina flessografica a sei elementi sovrapposti può stampare nei modi 6/0, 5/1, 4/2, 3/3, mentre una a otto elementi sovrapposti nei modi: 8/0; 6/2; 4/4,.
La disposizione verticale degli elementi riduce l'accessibilità ai gruppi stampanti, ma permette anche di ridurre l'ingombro della macchina da stampa.
Tra due elementi successivi possono essere presenti dispositivi d'essiccazione, ma l'evaporazione massiccia del solvente contenuto nell'inchiostro avviene nel tunnel d'essiccamento; questo è disposto nel ponte orizzontale alto che collega la struttura del gruppo stampante ai dispositivi del portabobine e del riavvolgitore. Nella camera viene posta in circolazione aria riscaldata con resistenze elettriche, per mezzo di condutture collegate a ventilatore.
Un ulteriore gruppo per l'evaporazione del solvente può essere posto inferiormente alla struttura di sostegno degli elementi sovrapposti, per l'essiccamento degli inchiostri stampati in volta.
Prima del suo riavvolgimento, il nastro viene raffreddato da una calandra, al cui interno circola un liquido refrigerante, essa esercita anche la funzione di traino del nastro.
Le eventuali tensioni a cui viene sottoposto il nastro a causa del riscaldamento nella camera d'essiccazione, possono così essere riassorbite, per ottenere una ribobinatura senza grinze.
La velocità di rotazione della calandra di raffreddamento è controllata da motori in corrente continua o da dispositivi analoghi per il trascinamento corretto del nastro. Anche l'albero del ribobinatore è comandato da un motore in corrente continua per controllare le variazioni della tensione del nastro stampato.
L'uscita con ribobinatore impone, per il controllo della qualità di stampa, l'uso di un dispositivo stroboscopico.
Il controllo del registro può essere automatizzato mediante rilevatori e automazione dei dispositivi d'intervento di correzione sia trasversale sia longitudinale al senso d'avanzamento del nastro.
L'alimentazione del nastro al primo elemento stampante avviene per mezzo di un rullo traino, gommato in superficie, che controlla l'entrata del nastro nel gruppo stampante.
Lo sviluppo circonferenziale del cilindro portaforme può essere variato entro valori abbastanza ampi per un medesimo modello di macchina. Ad esempio, in alcuni modelli la circonferenza dei cilindri portaforme può variare tra 250-650 mm, in altri tra 300 e 1.200 mm. La trasmissione tra gli elementi stampanti può avvenire mediante cinghie dentate: il movimento viene trasmesso ai cilindri portaforme mediante corone dentate a profilo elicoidale.
Il registro può essere variato manualmente tra i diversi elementi entro valori limitati (+ 10 mm) sia longitudinalmente, sia trasversalmente al senso d'avanzamento del nastro.
La larghezza della bobina può variare notevolmente secondo le esigenze del lavoro, ma non può avere una larghezza minore di un valore limite, relativo al modello di macchina: ad esempio in macchine ospitanti bobine larghe fino a l.600 mm non è sconsigliato stampare con bobine aventi larghezza inferiore a 600 mm, per problemi di traino corretto del nastro.
Macchine flessografiche da bobina a satelliti (tamburo centrale).
La caratteristica saliente di tali macchine consiste nel possedere un solo cilindro di pressione, posto centralmente, con i gruppi stampanti tangenti alla circonferenza del medesimo
Si tratta di una logica evoluzione delle macchine flessografiche per la stampa di supporti cedevoli, studiata per mantenere il più costante possibile la tensione del nastro, in modo che esso rimanga tangente al cilindro di pressione fino a quando non siamo stampati tutti i colori.
È da notare che la stampa avviene solo su un lato del nastro: infatti la struttura a satelliti è specializzata per la stampa d'involucri in cui non viene richiesta, nella maggioranza dei casi, la stampa in bianca e volta.
Il numero di elementi stampanti può variare da quattro a otto: la disposizione dei cilindri rende la macchina particolarmente rigida e resistente alla flessione.
Il tamburo centrale di pressione viene rifinito con particolare cura: nonostante le sue dimensioni, l'eccentricità viene contenuta a meno di 1/l00 di mm; la superficie viene cromata, sia per indurirla superficialmente, sia per renderla liscia.
E'previsto un tunnel d'essiccamento degli inchiostri, posto tra la struttura del gruppo stampante e quella di sostegno dei dispositivi di sbobinatura ed avvolgimento del nastro. Possono essere presenti anche lampade a raggi infrarossi,ultravioletti, o generatori d'energia termica tra i diversi elementi stampanti o sulla perferia del tamburo di pressione. La funzione di questi dispositivi è di limitare maculazioni d'inchiostro o controstampe,e di asciugare perfettamente inchiostri speciali per specifiche applicazioni.
È evidente, per la sua stessa struttura, che una macchina a satelliti provoca un allargamento dei grafismi più accentuato, poiché la stampa dell'inchiostro nei vari elementi avviene in una frazione di secondo dopo la stampa nell'elemento antecedente.
Nella stampa di fondini non sovrapposti, non si hanno effetti di maculature, mentre stampando in sovrapposizione si possono avere problemi di qualità che consiglia di montare dispositivi d'essiccazione supplementari tra due elementi successivì.
Al termine del tunnel d'essiccamento il nastro stampato viene raffreddato e trainato da una calandra, prima d'essere riavvolto dal ribobinatore.
Il registro tra i colori può essere automatizzato mediante il controllo di tacche di registro rilevate da fotocellule .
Il formato dello stampato può essere agevolmente variato utilizzando cilindri portaforme di diametro diverso,e/o maniche entro limiti abbastanza elevati, passando ad esempio, da sviluppo circonferenziale minimo di 30 cm fino ad un massimo di 80 cm, sul medesimo modello di macchina.
Il vantaggio principale del cambio lavoro consiste nella utilità di avere in dotazione un certo numero di maniche di diverso diametro, per tutti i colori di stampa, per poter così stampare sviluppi circonferenziali diversi sulla bobina,attraverso il sistema di cambio rapido. Da notare, che tale metodo permette il montaggio delle forme (clichè) fuori macchina, con possibilità di controllo del registro molto accurata.
La struttura della macchina prevede l'utilizzo di un paranco per il sollevamento dei cilindri portaforma da cambiare, e per lo spostamento delle bobine nella o dalla macchina flessografica.
La registrazione del gruppo inchiostratore al variare del diametro dei cilindri portaforme è relativamente semplice e può essere ottenuta mediante motoriduttori pneumatici, con regolazioni micrometriche dell'avanzamento di tutto il gruppo stampante relativamente al cilindro di pressione .
Il tamburo centrale di pressione è soggetto a riscaldamento superficiale a causa della pressione esercitata dai cilindri portaforme e dell'emissione d'energia termica da parte dei gruppi d'essiccamento dell'inchiostro posti tra gli elementi stampanti; pertanto l'interno del cilindro di pressione (tamburo centrale) è predisposto per il collegamento ad un sistema di refrigerazione (chiller)
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Il movimento di tutto il gruppo stampante viene trasmesso, mediante ingranaggi a profilo elicoidale, dal tamburo centrale di pressione a tutti gli elementi di stampa ed ai relativi gruppi inchiostratori: la corona dentate del tamburo di pressione, ingranante con le corone dentato degli altri cilindri e rulli, garantisce la precisione e l'instantaneità del movimento.
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