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28/11/2005
Linee guida della stampa flessografica


 
    



LINEE GUIDA ATIF-TAGA ITALIA PER LA STAMPA FLESSOGRAFICA

 

Da sinistra Emilio Gerboni, consulente Taga Italia, Massimo Radice neo Presidente Atif, Agata De Blasi, ex Presidente Atif, e Stefano d’Andrea Vice Presidente Atif

Lo scorso 28 novembre a Milano, l’Associazione Tecnica Italiana per lo sviluppo della Flessografia (ATIF), ha presentato in anteprima alla Stampa Tecnica, e alle Scuole grafiche la versione 2005 delle “Linee guida per lo sviluppo della stampa flessografica”.
Agata De Blasi, introducendo i lavori ha comunicato la decisione di lasciare la carica di Presidente Atif, e ha presentato così Massimo Radice (Corapack) come nuovo presidente dell’associazione.
“Il lavoro svolto da Agata De Blasi in questi anni è stato veramente notevole e a lei va il ringraziamento di tutti gli associati; i lavori di questo studio che presentiamo qui oggi e che presenteremo ufficialmente al pubblico a gennaio 2006 non si potranno mai dire conclusi proprio perché la flessografia è una materia in continua evoluzione che richiederà sicuramente altri aggiornamenti”, dice il neo-Presidente Massimo Radice.
Atif inoltre dal 1 gennaio 2006 è entrata a far parte di Assografici, operazione questa che permetterà all’associazione di poter contare sulla collaborazione di tutti i comparti dell’area grafica e della trasformazione, e che contribuirà notevolmente al perfezionamento delle linee guida e alla loro diffusione, elemento quest’ultimo di primaria importanza per raggiungere gli obiettivi che questo studio e chi lo ha condotto e realizzato si prefigge: standardizzare il processo di stampa flessografica.
Stefano d’Andrea, Vice President Atif ha quindi presentato gli obiettivi e le caratteristiche dello studio, che ricordiamo era iniziato due anni fa. Il Comitato tecnico Atif e Taga Italia (Associazione Tecnici Arti Grafiche Italia), hanno collaborato fattivamente allo studio delle problematiche legate alla standardizzazione del processo di prestampa e stampa flessografica, svolgendo un’attività coordinata nella raccolta dei dati, nell’analisi dei documenti, verifica di formule, sperimentazione di processi e confronto di parametri. L’elaborazione di tutti i dati raccolti ha permesso la realizzazione di queste linee guida, che poi non sono altro che delle raccomandazioni che comprendono le norme emesse dagli organi internazionali di standardizzazione (Iso, Ansi) e da importanti enti di Ricerca & Sviluppo (Fogra, Ugra, Fta).
“Il risultato del processo di stampa flexo è ancora oggi determinato dalla sensibilità e dalla bravura o meno dell’operatore”, interviene Massimo Radice, che è anche titolare dell’azienda di stampa flessografica Corapack, “il problema è che il cliente esige sempre la stessa qualità. Tante sono le variabili che incidono sulla qualità di stampa finale, che grazie alle linee guida si cercano di ridurre, dando appunto delle direttive da seguire, per non affidarsi più solo alla figura dello stampatore, e potendo così garantire una produzione più standardizzata e di qualità elevata. Noi imprenditori vogliamo poter garantire ai nostri clienti una qualità costante, che senza standardizzazione non è raggiungibile”.
Oltre ai parametri di controllo nelle varie fasi di lavorazione, vengono anche stabilite le metodologie di misurazione utilizzabili e i limiti di tolleranza accettabili per le diverse tipologie di prodotti da realizzare. È importante sottolineare che le “Linee Guida per la stampa flessografica” sono applicabili per tutti i tipi di substrati stampati in flexo.
“Abbiamo cercato di essere il più chiari possibile, ma speriamo di poter raccogliere numerose osservazioni da parte dei lettori, per poter arrivare alla stesura di un documento ancora più completo e accessibile sino alla stesura di normative di largo impiego che contribuiranno allo sviluppo tecnologico del settore e a una maggiore diffusione della stampa flexo in numerosi segmenti dell’imballaggio”, ha detto d’Andrea.
L’argomento principale del documento è costituito dai “Controlli di qualità” che devono accompagnare il flusso operativo lungo tutte le fasi del processo fino al prodotto finito per assicurare che quest’ultimo sia conforme a quanto pattuito con il cliente.

Flusso di lavoro

Tutti i soggetti che entrano a far parte del processo di produzione, siano esse Persone, Aziende o Enti, sono stati definiti nelle loro specifiche mansioni, secondo un sistema predefinito e ottimale, anche se poi in realtà è normale affrontare condizioni di lavoro molto diverse, dove subentra un’esperienza pratica che riesce a risolvere i problemi. In questo contesto vengono tracciate le linee guida che presiedono a un corretto svolgimento delle lavorazioni con la possibilità di riportare anche le situazioni più estreme.

Lavorazioni di prestampa

I materiali di prestampa devono essere sempre accompagnati da una cartella contenente le seguenti informazioni a cura del committente:
- Nome unico e inequivocabile che identifica il prodotto nel corso di tutte le lavorazioni fino alla conclusione del contratto. Molto importante è riportare le informazioni identificative su ogni supporto fisico che compone il lavoro.
- Contatto: nome e telefono della persona incaricata a seguire la commessa presso il committente.
- Informazioni di lavoro: tipo di stampa, tiratura, supporto di stampa, colori, lineatura di retino e forma punto, tracciato fustella, lavorazioni speciali, data e luogo della consegna.
I file o le pellicole dovrebbero essere accompagnate da prove di stampa, a meno che le parti abbiamo preso altri accordi, che simulino le condizioni di stampa previste. Devono inoltre essere accettate dal cliente come rappresentative del prodotto voluto ed essere conformi a quanto stabilito nella sezione di queste linee guida dedicate ai “parametri di controllo per le prove e per la stampa”.
Il rispetto di questa prescrizione deve essere verificabile attraverso la misurazione di una scala di controllo stampata sulla prova accanto al soggetto.
La suddetta raccomandazione è un elemento di chiarezza per tutto il processo e garantisce che il lavoro è stato preparato per determinate condizioni di stampa (macchina, supporto, inchiostri), e la prova rappresenta il risultato finale voluto dal cliente e al di fuori di qualsiasi interpretazione e ambiguità.


Caratteristiche degli illuminanti per l’esame degli originali per trasparenza e per riflessione, delle prove e della stampa


In questa sezione vengono definite le caratteristiche dei visori per l’esame dei fotocolor e degli illuminanti per l’esame di originali opachi come bozzetti, campioni colore, prove e fogli di stampa.
Lo scopo è migliorare le condizioni di esame, e migliorare la capacità di giudizio dell’operatore evitando percezioni cromatiche differenti dovute a sorgenti luminose anomale.


Preparazione delle lastre flessografiche

Le lastre flessografiche sono delle forme di stampa che si presentano con delle zone stampanti in rilievo rispetto alle zone non stampanti e possono essere realizzate con diversi tipi di materiale e differenti tecnologie.
Qualunque sia il sistema usato i parametri qualitativi delle matrici finali devono essere comparabili e devono rispondere alle specifiche determinate dal sistema di stampa, dal supporto utilizzato, dal cilindro anilox e dal tipo di prodotto in lavorazione.

Parametri e sistemi di controllo per le prove e per la stampa flessografica

Vengono analizzati i sistemi di preparazione e controllo delle prove e della stampa flexo e, per le caratteristiche individuate, vengono forniti i valori raccomandati, le rispettive tolleranze e le condizioni di rilevazione.
Nel settore flessografico si devono gestire prodotti con caratteristiche differenti per i quali è richiesto l’impiego di diversi tipi di materiali, di lastre di stampa (quadricromia, colori pantoni), di operazioni di finissaggio. Agli operatori viene richiesta estrema versatilità, dovendo ricercare soluzioni più convenienti sia sul piano tecnico che economico. Per stabilire delle regole è opportuno focalizzare l’attenzione su alcune categorie di prodotti o classi di lavorazioni rappresentative, da cui derivare le diverse condizioni specifiche.
Questo criterio, utilizzato dal sistema ISO, limita a cinque classi i supporti di stampa e stabilisce i parametri di controllo. La FTA, associazione americana flessografica, distingue tra stampa a banda larga e stretta considerando genericamente i substrati cartacei e pellicolari.
Anche Atif-Taga nella stesura di queste Linee guida hanno utilizzato le semplificazioni della ISO-FTA, che comunque costituiscono una base di partenza per la standardizzazione in questo settore, tenendo ben presente che ogni situazione particolare può essere analizzata nello specifico con maggiore chiarezza se rapportata a quanto definito in queste raccomandazioni.
La flessografia è un procedimento complesso ma non complicato, e ancora poco utilizzato in Italia, soprattutto se confrontato con il numero di aziende costruttrici di macchine da stampa flexo, che hanno fatto la storia di questo settore, e che grazie alle loro innovazioni tecnologiche hanno sempre cercato di proporsi con nuove soluzioni.
“Oggi la flexo non è seconda ad altri procedimenti di stampa, semplicemente perché non bisogna fare paragoni con le altre tecnologie, valide ma nate per altre esigenze di stampa. Conoscere i procedimenti di stampa aiuta anche a scegliere quello più idoneo in relazione al substrato sul quale si andrà a stampare”, ha fatto notare Agata De Blasi.
Una problematica molto forte e sentita è stata sollevata durante la presentazione da Alberto Sironi, Presidente di Taga, il quale ha sottolineato il carattere volontaristico di questi lavori ancora poco sostenuti dalle aziende, concetto questo ripreso da Massimo Radice, che annunciando il suo impegno per aumentare gli iscritti all’associazione Atif, soprattutto di aziende di stampa, ha analizzato le problematiche delle aziende flessografiche, sottodimensionate e poco propense a investire tempo e risorse economiche nell’attività di formazione.
La sinergia di Atif con Assografici dovrebbe permettere un miglior inserimento e una maggiore relazione delle aziende associate nel comparto.
Infine è stata ringraziata la Scuola Grafica San Zeno di Verona che ha ospitato numerose riunioni operative del comitato tecnico e che ospiterà a gennaio la presentazione ufficiale delle Linee Guida.
Per ulteriori informazioni sulla Linee Guida per la flessografia” invitiamo a contattare direttamente l’Associazione ATIF tramite il sito internet www.atif.it
 
   

 






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