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25/03/2008 L'industria italiana del packaging.L’INDUSTRIA ITALIANA DELL’IMBALLAGGIO CONTRATTACCA
Per poter cogliere in modo completo l’importanza dell’industria dell’imballaggio nel contesto dell’economica italiana, prima di tutto vale la pena considerare alcune statistiche generali. Ad esempio, è stato stimato che la produzione globale totale di imballaggio raggiungerà nel 2007 i 455 miliardi di euro, oltre l’80% dei quali deriva da tre principali regioni del mercato mondiale: l’Asia, con il 32%, l’America settentrionale, con il 26% e l’Europa occidentale, con il 24%. L’Europa spende all’incirca 120 miliardi di euro ogni anno in imballaggio, 23,3 miliardi dei quali rappresentano il consumo di imballaggio italiano. L’Italia copre all’incirca il 5% della produzione mondiale e occupa il sesto posto nella classifica mondiale. Nel 2005, inoltre, il settore dell’imballaggio italiano ha rappresentato circa il 3% del fatturato totale registrato all’interno dell’industria produttiva e approssimativamente l’1,5% del PIL. La quota più ampia dell’industria dell’imballaggio italiana va alla plastica, che copre il 40% del mercato, seguita dalla carta e dal cartone, con il 30% e dal metallo, con il 13%. Secondo la ricerca condotta dall’Istituto Italiano Imballaggio, il numero complessivo di impiegati nell’industria nel 2005 è stato di 106.150, con un totale di circa 7.110 aziende impegnate. Tendenze attuali Nel 2005, l’industria dell’imballaggio italiana ha registrato un tasso negativo delle esportazioni (-1,4%) e delle importazioni (-5,5%). Ciò nonostante, il 2006 ha fatto registrare una crescita generale della produzione (1,3%), che ha generato cifre positive sia per le esportazioni (3,3%) che per le importazioni (4%). Questo potrebbe sembrare insignificante se paragonato alla comune crescita annuale del 3,4% del passato. E’ comunque senza dubbio necessario riconoscere questa tendenza crescente. Osservando più nel dettaglio le diverse forme di imballaggio, il confezionamento in plastica, con una produzione totale pari al 20% in termini di peso, si differenzia senza dubbio in termini di sviluppo ed espansione dinamici. La crescita nell’area di prodotti a porzione e preconfezionati, in particolare all’interno dell’industria alimentare, ha guidato la crescita dell’imballaggio in plastica, che dal canto suo ha contribuito al miglioramento generale dell’economia italiana. Tendenze legate ai materiali di imballaggio Plastica: Il settore della plastica ha registrato una tendenza positiva nel corso degli ultimi anni, e a farne le spese sono stati altri tipi di imballaggio, a causa della crescente tendenza a suddividere e pre-confezionare i prodotti, particolarmente rilevante per gli alimenti freschi. Nel 2005, tuttavia, per la prima volta, l’indice in forte crescita per la produzione di imballaggi in plastica ha vissuto un lieve calo e ora, secondo i dati più recenti, il settore mostra una crescita limitata pari a circa l’1,5-1,6% annuo. Acciaio: Le tendenze attuali per l’imballaggio in acciaio in Italia sono strettamente collegate a quelle dell’industria degli alimenti e delle bevande, in particolare dei derivati del pomodoro, un settore caratterizzato da una domanda stagionale solida ma che copre oltre il 30% dell’utilizzo di imballaggio in acciaio. Il declino iniziato nell’anno 2000 ha raggiunto il suo punto di calo più significativo nel 2002, seguito da una lieve ripresa nel 2003/2004, e da un nuovo successivo calo nel 2005. Il 2006 si è concluso con un ulteriore calo della produzione nel settore dell’acciaio, pari al 3%, dovuto essenzialmente ai risultati mediocri avutisi nel mercato saturo dei derivati del pomodoro e alla concorrenza derivante dai settori di imballaggio alternativo. E’ da notare, tuttavia, che il tasso di crescita limitata per il settore dell’acciaio è anche legato al fatto che il peso medio dell’imballaggio in metallo è diminuito di circa il 40-50% rispetto al decennio scorso. Alluminio: Nel corso degli ultimi cinque anni, il consumo di alluminio ha raggiunto i suoi livelli più elevati, ad eccezione del 2002, a causa delle tendenze emergenti di riduzione del peso dell’imballaggio e di un rallentamento della crescita nell’industria delle lattine per alimenti e bevande, come conseguenza delle questioni ambientali. Nel 2006, la produzione di imballaggio in alluminio ha raggiunto le 117.000 tonnellate, registrando un aumento dell’1,2% rispetto al 2005. Imballaggio in carta e cartone: I dati relativi alla produzione di imballaggio in carta e cartone mostrano un aumento, determinato principalmente dalla diffusione dell’imballaggio in cartone ondulato per il trasporto, che rappresenta circa il 72% di questo settore. Il 2006 ha visto un aumento dell’1,7%, con 5.043 tonnellate di imballaggio in carta e cartone prodotte. Carta e cartone laminati: In questo caso, i dati presentati dall’ISTAT in merito al settore delle bevande dimostrano che oltre l’85% dei contenitori in carta e cartone viene utilizzato per la produzione di bevande, tra cui il latte. Tra il 2000 e oggi, la distribuzione è cambiata, a causa del declino del settore del latte e dei prodotti a base di latte, che assorbe circa il 60% dei contenitori polilaminati. Gli effetti negativi, tuttavia, sono stati parzialmente compensati dall’aumento all’interno del settore dei succhi di frutta e di altri, come quello del cibo per animali e dei legumi. Imballaggi flessibili: L’ISTAT ha riportato che la crescita che riguarda il settore alimentare e delle bevande corrisponde direttamente alle prestazioni eccellenti dell’imballaggio flessibile per converter. Nel decennio scorso, il settore ha registrato una tendenza di crescita annuale media del 6%, mentre nel corso degli ultimi tre anni il tasso è rimasto a una media annuale del 4%. L’evoluzione positiva è stata stimolata dalla domanda sia interna che preveniente da oltremare. Nel 2005, la produzione ha raggiunto le 270.000 tonnellate, posizionando l’Italia tra i maggiori produttori di imballaggio flessibile al mondo. In Italia, il settore alimentare ha assorbito il 79% della produzione di imballaggio polilaminato flessibile. I principali settori alimentari che utilizzano l’imballaggio flessibile sono quello caseario, (23,5%), dei prodotti da forno e della pasta (14,2%), delle carni fredde (12,3%), dei cibi surgelati (9,4%) e del caffè (5,3%). Vetro: Secondo la relazione dell’ISTAT sulla produzione di bevande, il vetro è utilizzato per circa il 73% dell’intero mercato delle bibite. Le tendenze attuali per il settore del vetro sono un risultato diretto del rallentamento registrato all’interno del settore delle bibite soft: restano stabili nel settore delle bevande alcoliche, ma hanno guadagnato importanza nel settore delle conserve vegetali, con un aumento nell’utilizzo di vasetti di vetro. Nel 2006, il settore dell’imballaggio in Italia ha prodotto all’incirca 3.600.000 tonnellate, e attualmente mostra una crescita annuale media pari a circa lo 0,4%. Legno: Confrontando i dati presentati dall’ISTAT per l’industria produttiva e la diffusione dell’utilizzo di pallet e imballaggi industriali, le tendenze all’interno del settore dell’imballaggio in legno sono influenzate principalmente dall’attuale declino nell’uso di contenitori per frutta, che tendono a fluttuare. Nonostante una significativa diminuzione della produzione di contenitori per frutta e verdura (5,6%), i risultati del 2006 mostrano un aumento generale della produzione di imballaggio in legno compresa tra lo 0,8 e l’1%.
I dati riportati in questa relazione sono stati gentilmente concessi dall’Istituto Italiano Imballaggio e dall’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica. |
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